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La pesca è il frutto della pianta del pesco, un albero originario della Cina e chiamato prunus persica dai botanici. Il pesco è considerato dai cinesi la rappresentazione dell’immortalità. Dal sol levante il pesco giunse, tramite le carovane dei mercanti, fin nel mondo arabo. In seguito Alessandro magno la diffuse nel resto del mediterraneo. Il frutto giunse nell’impero romano nel I° secolo d.C.
Le pesche sono polpose, dense e zuccherine, con un succo dolce e profumato di color bianco, giallo o rosso. La buccia è sottile e morbida, detiene un colore giallo che può mutare anche in rosso-carminio o salmone. Il nocciolo è robusto, aderente (come nelle pesche duracine) o non attaccato (come nelle spiccagnole) alla polpa.
La pelle liscia ed il nocciolo libero (non aderente alla polpa) distinguono la pesca propriamente detta dalle altre varietà prodotte dalla specie Prunus persica. La gialla ha una polpa densa e fragrante, con nucleo svincolato dalla polpa e pelle morbida. La bianca ha una polpa incolore e stopposa, con endocarpo aderente. La "Nettarina" si presenta sia in polpa bianca sia gialla, è chiamata volgarmente pescanoce. Ha buccia liscia e rossa e nocciolo libero. La "Percoca" è invece una pesca industriale. La "Merendella" è liscia e di pigmentazione bianco-verde, con nocciolo libero.
I requisiti climatici italiani e degli altri paesi del bacino mediterraneo sono adatti per le piantagioni di peschi, piante resistenti a variazioni di temperature assai ampie. Per questo motivo sono proprio i paesi che si affacciano su questo mare i maggiori produttori.
Una pesca porta in media 50 calorie, è ricca di vitamina C e provitamina A.
La pesca è usata in cucina in moltissimi piatti. Oltre al succo ricavato dalla sua polpa e consumato in grandi quantità sia al naturale sia come ingrediente di cocktail (ad esempio il bellini), la pesca si consuma anche come dessert (pesche al vermut, pesche sciroppate, pesche all’amaretto), nei dolci (torte di pesche) e nella sangria. Da questo frutto si ricava inoltre una squisita marmellata.
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Della stessa famiglia della ciliegia, della pesca e della prugna, questo saporoso frutto originario della Cina, si pensa sia approdato in Europa ai tempi di Alessandro Magno in Grecia.
L’albicocca contiene, comunemente alle altre specie citate, molti minerali utili al nostro benessere, quali potassio, magnesio, ferro e zolfo.
Il periodo migliore per il loro consumo secondo natura va da giugno ad agosto: inoltre se si tratta di albicocche biologiche vanno solo lavate con acqua se si vuole con poco bicarbonato, altrimenti obbligatoriamente messe a bagno in un detergente biodegradabile e poi lavate prima del consumo.